TrialGP Camerino 2026: tre giorni di spettacolo, pubblico e grande lavoro del Moto Club Camerino
di Mihai Botan – Passione Cross Enduro
Essere presenti a Camerino per una prova del Campionato Mondiale Trial non significa soltanto assistere a una gara. Significa vedere da vicino fino a che punto possono arrivare tecnica, equilibrio e controllo della moto.
Per tre giorni Camerino ha accolto il meglio del trial mondiale, con piloti arrivati da tante nazioni e un pubblico numeroso che ha seguito con attenzione ogni passaggio, ogni salto, ogni errore e ogni impresa nelle zone preparate per l’occasione.
Da reporter di Passione Cross Enduro ho avuto modo di vivere l’evento sul campo, tra il paddock, le zone di gara e la gente. Quello che si è respirato è stato un clima di grande passione, con tante famiglie, appassionati e curiosi presenti lungo il percorso per applaudire i campioni del mondiale.
Per tre giorni Camerino ha accolto il meglio del trial mondiale, con piloti arrivati da tante nazioni e un pubblico numeroso che ha seguito con attenzione ogni passaggio, ogni salto, ogni errore e ogni impresa nelle zone preparate per l’occasione.
Da reporter di Passione Cross Enduro ho avuto modo di vivere l’evento sul campo, tra il paddock, le zone di gara e la gente. Quello che si è respirato è stato un clima di grande passione, con tante famiglie, appassionati e curiosi presenti lungo il percorso per applaudire i campioni del mondiale.
Le zone allestite dal Moto Club Camerino non hanno regalato nulla a nessuno. Passaggi tecnici, pietre, salite, discese e ostacoli studiati per mettere alla prova anche i piloti più forti del pianeta. In alcuni punti bastava davvero un minimo errore per perdere punti importanti.
Ed è proprio lì che il pubblico ha potuto apprezzare il valore di questi atleti: moto quasi ferme, equilibrio incredibile e manovre che, viste da vicino, sembravano impossibili.
Il merito di tutto questo va al Moto Club Camerino, guidato da Stefano Ronconi, che ha portato a termine un lavoro importante e non scontato.
Organizzare una tappa del Campionato Mondiale Trial richiede mesi di preparazione, attenzione ai dettagli, sicurezza, logistica e tanta disponibilità da parte di volontari e collaboratori.
Dietro le immagini spettacolari viste nelle zone c’era infatti un’organizzazione seria, presente e ben coordinata. Dall’accoglienza dei team alla gestione del pubblico, dal paddock alle aree di gara, tutto è stato pensato per permettere ai piloti di esprimersi al meglio e agli spettatori di vivere l’evento nel modo più coinvolgente possibile.
Un aspetto particolarmente bello è stato vedere quanto il pubblico abbia partecipato. Non si trattava solo di persone ferme a guardare: a ogni passaggio difficile partivano applausi, incitamenti e reazioni sincere.
Quando un pilota riusciva a superare una zona apparentemente impossibile, l’entusiasmo si sentiva forte.
Dal mio punto di vista, le prove numero 6, 10 e 12 sono state le più difficili dell’intero percorso. Zone molto tecniche, dove non bastava avere una grande tecnica: servivano lucidità, concentrazione e la capacità di restare freddi anche nei passaggi più complicati.
Proprio in queste prove Toni Bou ha fatto la differenza. Il suo talento è apparso evidente, ma ancora di più ha colpito la sua forza di concentrazione: anche davanti agli ostacoli più impegnativi è riuscito a mantenere controllo, equilibrio e precisione, confermandosi ancora una volta un pilota fuori dal comune.
Quando Toni Bou entrava nella zona, il pubblico quasi si fermava: calava il silenzio e tutti seguivano ogni minimo movimento della moto. Poi, una volta conclusa la prova, partivano applausi forti e sinceri.
Il pubblico di Camerino è stato generoso anche con tutti gli altri piloti, applaudendo le loro imprese e i tentativi più difficili, ma Toni Bou è riuscito comunque a rubare la scena con passaggi che hanno lasciato tutti a bocca aperta.
Quando Toni Bou entrava nella zona, il pubblico quasi si fermava: calava il silenzio e tutti seguivano ogni minimo movimento della moto. Poi, una volta conclusa la prova, partivano applausi forti e sinceri.
Il pubblico di Camerino è stato generoso anche con tutti gli altri piloti, applaudendo le loro imprese e i tentativi più difficili, ma Toni Bou è riuscito comunque a rubare la scena con passaggi che hanno lasciato tutti a bocca aperta.
Camerino ha dimostrato di poter ospitare un evento internazionale di alto livello. Il TrialGP non ha portato soltanto grandi campioni nelle Marche, ma anche un’importante immagine per il territorio e per tutto il motociclismo italiano.
Per chi ama il trial, è stato un fine settimana da ricordare. Per chi magari ha visto questa disciplina per la prima volta, è stata l’occasione per capire quanto siano straordinarie queste moto e questi piloti.
Un applauso va quindi ai protagonisti in gara, ma anche a chi ha lavorato dietro le quinte. Il Moto Club Camerino, con Stefano Ronconi e tutto il suo staff, ha costruito un evento che ha dato lustro alla città e ha lasciato negli occhi del pubblico tante immagini difficili da dimenticare.
Per chi ama il trial, è stato un fine settimana da ricordare. Per chi magari ha visto questa disciplina per la prima volta, è stata l’occasione per capire quanto siano straordinarie queste moto e questi piloti.
Un applauso va quindi ai protagonisti in gara, ma anche a chi ha lavorato dietro le quinte. Il Moto Club Camerino, con Stefano Ronconi e tutto il suo staff, ha costruito un evento che ha dato lustro alla città e ha lasciato negli occhi del pubblico tante immagini difficili da dimenticare.
La situazione del Mondiale dopo Camerino
La prova di Camerino ha dato indicazioni importanti anche per la classifica mondiale. Nella TrialGP Toni Bou lascia l’Italia ancora imbattuto, con dodici vittorie consecutive e una leadership ormai molto solida.
Alle sue spalle Gabriel Marcelli resta secondo, mentre Matteo Grattarola, spinto anche dal pubblico di casa, sale al terzo posto nella classifica iridata davanti a Jaime Busto.
La prova di Camerino ha dato indicazioni importanti anche per la classifica mondiale. Nella TrialGP Toni Bou lascia l’Italia ancora imbattuto, con dodici vittorie consecutive e una leadership ormai molto solida.
Alle sue spalle Gabriel Marcelli resta secondo, mentre Matteo Grattarola, spinto anche dal pubblico di casa, sale al terzo posto nella classifica iridata davanti a Jaime Busto.
Nella TrialGP Women Berta Abellan consolida il comando del campionato grazie a un weekend perfetto. Andrea Sofia Rabino rimane la sua principale inseguitrice, mentre Alessia Bacchetta conferma di poter restare nelle posizioni importanti della stagione.
Per la Trial2 Women, al debutto stagionale proprio a Camerino, Queralt Fontdevila esce dalla prova italiana in testa alla classifica dopo quattro gare molto regolari.
Per la Trial2 Women, al debutto stagionale proprio a Camerino, Queralt Fontdevila esce dalla prova italiana in testa alla classifica dopo quattro gare molto regolari.
Nel Trial2 la classifica resta apertissima: Alex Canales mantiene la testa, ma Arnau Farré, George Hemingway e Harry Turner si sono avvicinati molto dopo la gara italiana.
Nella Trial3 Junior, invece, Fabio Mazzola ha sfruttato al meglio l’appuntamento di casa, rafforzando la sua leadership grazie a un fine settimana di altissimo livello.
Nella Trial3 Junior, invece, Fabio Mazzola ha sfruttato al meglio l’appuntamento di casa, rafforzando la sua leadership grazie a un fine settimana di altissimo livello.