2° Motogiro dei Castelli: due percorsi, 50 moto e una giornata da ricordare
Una cinquantina di moto, tanti amici, stradisti tranquilli, enduristi con poca voglia di asfalto e una giornata intera dedicata alle due ruote: il 2° Motogiro dei Castelli è stato tutto questo.
Non il solito giro fatto di fretta, senza fermarsi e con l’unico obiettivo di arrivare da qualche parte. Questa volta l’idea era diversa: mettere insieme motociclisti con moto e stili completamente differenti, far conoscere alcune belle strade e borghi delle Marche, divertirsi e poi ritrovarsi tutti insieme davanti a un tavolo.
La partenza è avvenuta a San Severino Marche, presso Wolf Motorsports, il negozio-officina di Matteo Cotechini. Fin dalle prime ore si respirava un bel clima: moto parcheggiate ovunque, persone che si salutavano, caschi appoggiati sui serbatoi e le solite domande da motociclisti.
“Che moto è?”
“Quanti cavalli ha?”
“Ma con quelle gomme ci vai davvero in fuoristrada?”
“Tu da dove sei arrivato?”
Insomma, il classico caos organizzato che si crea quando si riuniscono tante persone con una passione comune.
Matteo Cotechini, organizzatore dell’evento, è riuscito a mettere insieme un gruppo molto vario. C’erano moto da strada, naked, maxi enduro, enduro leggere e qualche moto che sembrava pronta a partire per un viaggio di tremila chilometri invece che per un giro tra i castelli marchigiani.
La cosa bella è stata proprio questa: nessuno doveva adattarsi per forza al giro degli altri. Gli stradisti hanno avuto il loro percorso panoramico, mentre gli enduristi hanno potuto affrontare un itinerario separato, più adatto alle loro moto e alla loro voglia di sporcare le ruote.
Il percorso off-road è stato curato da Vito Brunetti, che ha accompagnato gli enduristi tra sterrati, salite, discese e tratti più impegnativi. Un giro pensato per chi non si accontenta di vedere il bosco da lontano, ma preferisce entrarci dentro con la moto, magari cercando il passaggio più stretto, la salita più difficile o il tratto con più sassi possibile.
La cosa bella è stata proprio questa: nessuno doveva adattarsi per forza al giro degli altri. Gli stradisti hanno avuto il loro percorso panoramico, mentre gli enduristi hanno potuto affrontare un itinerario separato, più adatto alle loro moto e alla loro voglia di sporcare le ruote.
Il percorso off-road è stato curato da Vito Brunetti, che ha accompagnato gli enduristi tra sterrati, salite, discese e tratti più impegnativi. Un giro pensato per chi non si accontenta di vedere il bosco da lontano, ma preferisce entrarci dentro con la moto, magari cercando il passaggio più stretto, la salita più difficile o il tratto con più sassi possibile.
Mentre il gruppo enduro seguiva il proprio itinerario, gli stradisti sono partiti in direzione Matelica. Da lì il motogiro ha toccato Esanatoglia, Collamato e Cerreto d’Esi, attraversando paesaggi belli da vedere e strade che invitavano a guidare senza fretta, godendosi le curve e il panorama.
La prima sosta importante è stata a Poggio San Romualdo. Qui il gruppo si è fermato per sgranchirsi le gambe, bere qualcosa e fare due chiacchiere. Un momento semplice, ma sempre necessario: dopo un po’ di chilometri anche il motociclista più resistente inizia a sentire il bisogno di togliersi il casco, respirare un po’ d’aria e raccontare quanto bene stava andando la propria moto.
Dopo la pausa, gli stradisti hanno ripreso il percorso passando per Domo, Frontale e Corsciano, continuando tra strade di campagna, piccoli centri e panorami tipici dell’entroterra marchigiano.
La prima sosta importante è stata a Poggio San Romualdo. Qui il gruppo si è fermato per sgranchirsi le gambe, bere qualcosa e fare due chiacchiere. Un momento semplice, ma sempre necessario: dopo un po’ di chilometri anche il motociclista più resistente inizia a sentire il bisogno di togliersi il casco, respirare un po’ d’aria e raccontare quanto bene stava andando la propria moto.
Dopo la pausa, gli stradisti hanno ripreso il percorso passando per Domo, Frontale e Corsciano, continuando tra strade di campagna, piccoli centri e panorami tipici dell’entroterra marchigiano.
La tappa successiva è stata al Castello di Serralta, dove era previsto l’aperitivo. E qui, diciamolo chiaramente, la motivazione è salita subito. Le curve sono belle, le moto sono belle, i panorami sono belli, ma quando arriva l’ora dell’aperitivo non si guarda in faccia nessuno.
Al Castello di Serralta il gruppo ha potuto fermarsi, mangiare qualcosa, bere in compagnia e riprendere fiato prima dell’ultima parte del viaggio. Tra una risata, una foto e qualche racconto di moto, la sosta è diventata uno dei momenti più piacevoli della giornata.
Una volta rifocillati, tutti sono ripartiti verso San Lorenzo di Treia e il Passo di Treia. L’ultima parte del percorso ha accompagnato i partecipanti verso la destinazione finale, il Resort Restaurant Villa Berta, situato lungo la Strada Settempedana SP 361.
Al Castello di Serralta il gruppo ha potuto fermarsi, mangiare qualcosa, bere in compagnia e riprendere fiato prima dell’ultima parte del viaggio. Tra una risata, una foto e qualche racconto di moto, la sosta è diventata uno dei momenti più piacevoli della giornata.
Una volta rifocillati, tutti sono ripartiti verso San Lorenzo di Treia e il Passo di Treia. L’ultima parte del percorso ha accompagnato i partecipanti verso la destinazione finale, il Resort Restaurant Villa Berta, situato lungo la Strada Settempedana SP 361.
L’arrivo a Villa Berta ha chiuso nel modo migliore il 2° Motogiro dei Castelli. Le moto parcheggiate ordinatamente, o quasi, hanno creato un bel colpo d’occhio. Maxi enduro, moto da strada, enduro e naked tutte insieme, con i partecipanti finalmente rilassati dopo una giornata in sella.
Villa Berta si è dimostrata una location molto adatta per ospitare il finale dell’evento. Immersa in un ambiente piacevole e curato, è un posto ideale non solo per una cena tra motociclisti, ma anche per matrimoni, battesimi, feste private, ricevimenti ed eventi importanti.
La cena finale ha permesso a tutti di ritrovarsi insieme. Gli enduristi hanno raccontato il loro giro off-road, con le solite versioni leggermente esagerate sulle salite impossibili e sui passaggi più tecnici. Gli stradisti hanno invece parlato delle curve, dei paesaggi e delle soste. Alla fine, però, la conclusione era la stessa per tutti: è stata una bella giornata.
Villa Berta si è dimostrata una location molto adatta per ospitare il finale dell’evento. Immersa in un ambiente piacevole e curato, è un posto ideale non solo per una cena tra motociclisti, ma anche per matrimoni, battesimi, feste private, ricevimenti ed eventi importanti.
La cena finale ha permesso a tutti di ritrovarsi insieme. Gli enduristi hanno raccontato il loro giro off-road, con le solite versioni leggermente esagerate sulle salite impossibili e sui passaggi più tecnici. Gli stradisti hanno invece parlato delle curve, dei paesaggi e delle soste. Alla fine, però, la conclusione era la stessa per tutti: è stata una bella giornata.
Il 2° Motogiro dei Castelli ha dimostrato che non serve per forza avere la stessa moto o lo stesso modo di vivere il motociclismo per divertirsi insieme. C’era chi preferiva l’asfalto, chi cercava lo sterrato, chi era lì per guidare e chi soprattutto per stare in compagnia. Tutti però avevano la stessa passione per le due ruote.
Un ringraziamento va a Matteo Cotechini e Wolf Motorsports per aver organizzato l’evento, a Vito Brunetti per aver curato il percorso enduro off-road e a tutti i partecipanti che hanno reso il motogiro piacevole, allegro e ben riuscito.
Un dettaglio molto apprezzato dai partecipanti è stato il regalo consegnato a tutti al momento dell’evento: una busta con diversi gadget, tra cui cappellino e maglietta. Un pensiero semplice ma bello e ben riuscito, che ha dato ancora più valore alla giornata e che molti hanno già indossato o portato via come ricordo del 2° Motogiro dei Castelli.
Ora resta solo da aspettare la prossima edizione. Gli stradisti sperano in altre strade panoramiche, gli enduristi stanno già pensando a dove trovare più fango e tutti gli altri probabilmente stanno ancora aspettando le foto della giornata.
Un ringraziamento va a Matteo Cotechini e Wolf Motorsports per aver organizzato l’evento, a Vito Brunetti per aver curato il percorso enduro off-road e a tutti i partecipanti che hanno reso il motogiro piacevole, allegro e ben riuscito.
Un dettaglio molto apprezzato dai partecipanti è stato il regalo consegnato a tutti al momento dell’evento: una busta con diversi gadget, tra cui cappellino e maglietta. Un pensiero semplice ma bello e ben riuscito, che ha dato ancora più valore alla giornata e che molti hanno già indossato o portato via come ricordo del 2° Motogiro dei Castelli.
Ora resta solo da aspettare la prossima edizione. Gli stradisti sperano in altre strade panoramiche, gli enduristi stanno già pensando a dove trovare più fango e tutti gli altri probabilmente stanno ancora aspettando le foto della giornata.
Foto per gentile concessione di Matteo Cotechini



















